Produrre il vino è un procedimento lungo e complesso, sul blog de La Cà Nova vogliamo svelarvi tutti i retroscena e le operazioni che vengono fatte per poi arrivare a mettere in bottiglia il Barbera d’Asti, il Grignolino del Monferrato Casalese, il Monferrato Freisa, il Monferrato Casalese Cortese, il Piemonte Bonarda e il Monferrato Rosso, tutti vini che potete trovare in cantina.
Il punto di partenza è naturalemte la vigna… in questa parte dell’anno la vigna di Rosignano è ancora nel periodo di riposo invernale. Ciò che il produttore deve fare sono quindi le operazioni di potatura. Il metodo usato da Marco Bellero è quello a “Guyot semplice” ove viene selezionato un capo a frutto (6-8 gemme) che produrrà l’uva nel corso dell’anno e un piccolo sperone (2-3 gemme) che sarà il futuro capo a frutto per il prossimo anno. Lo scopo di questa tipologia di potatura è quello di far produrre alla vite 2-2.5 kg di uva, atta a dare un vino di qualità!
marco bellero
L’infernot
La Cà Nova, custodisce un tesoro sotterraneo: l’infernot. Si tratta di piccoli vani ipogei interamente scavati nella pietra da Cantoni, tipica arenaria marnosa-calcarea presente nel territorio intorno a Casale Monferrato (AL).
Lo spazio fù pensato per la conservazione del vino e degli alimenti grazie alla sua capacità di mantenere una temperatura costante nel corso delle stagioni. Come fosse un frigorifero naturale. Il locale, privo di luce dall’esterno e di ventilazione gode di un clima fresco e umidità costante, utile a conservare i vini dell’azienda e dove ancora oggi, avvengono le degustazioni.
Ma laggiù, tra bottiglie e tavoli di pietra Marco, attuale erede dell’azienda di famiglia, ha voluto conservare ancora gli attrezzi che i suoi avi usavano nelle cascine e nei vigneti. Accanto, le targhe con i nomi originali in dialetto piemontese, a testimonianza di un passato che ha ancora molti esempi da offrirci.
La Cà Nova
La Cà Nova, affonda le sue radici in un terreno fertile, in cui si coltiva la vite dalla notte dei tempi: siamo in Piemonte, nelle terre di re e marchesi, in Monferrato. Quando si raccontano queste zone nella mente ci si immaginano distese di dolci colline, caratterizzate da suggestivi vigneti e più in là un casolare. Ed è qui, a Cella Monte, piccolo centro tra Asti e Alessandria, che si trova La Cà Nova, una cantina che da inizio ‘900 è di proprietà della famiglia Bellero.
La denominazione della cantina, risalente alla fine del XVII secolo, deriva dalla “Canova”, nome dell’ antico cascinale della famiglia materna di Marco Bellero, attuale proprietario, sito in Rosignano, già appartenente ai conti Gazzone a cui si rifà lo stemma dell’azienda: tre torri d’argento sormontate da un tetto dorato su cui poggiano frontalmente due gazze. Nella seconda metà dell’800 i bisnonni di Marco, per poter procedere alla costruzione della loro cascina a Cella Monte, scavarono nella pietra da cantone un’arenaria molto resistente di colore giallastro. Oggi, forte di una tradizione solenne, della passione avuta sin da giovane Marco produce ben 6 tipi diversi di vini: Barbera d’Asti, Grignolino del Monferrato Casalese, Monferrato Freisa, Monferrato Casalese Cortese, Piemonte Bonarda, Monferrato Rosso.


