I lavori nella vigna di Rosignano non finiscono mai… Produrre il vino è un’operazione lunga e complessa… Dopo il lungo riposo invernale, settimana scorsa sono state utlimate le operazioni di potatura, ora restano due sole cosa da fare: legare il tralcio, ovvero il capo a frutto ( composto da 6-8 gemme), e poi aspettare…
Aspettare che la natura faccia il suo corso e che il capo a frutto dia origine ai grappoli d’uva che poi diventeranno vino. Ecco una foto scattata subito dopo la potatura…
Autore: cantinalacanova
Degustazione a base di acciughe al bagnetto verde
Dopo la bagna cauda, ecco un’altro piatto tipico piemontese: le acciughe al begnetto verde o meglio al bagnét vèrd. Se passate a fare una degustazione da noi in cantina le assagerete sicuramente… sono davvero buone e saporite. Per farvi venire un pò di acquolina in bocca ecco la ricetta…
Ingredienti:
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2 etti di acciughe sotto sale
- 1 mazzo di prezzemolo
- 1 spicchio d’aglio
- 1 bicchiere di olio di oliva
- 1 cucchiaio di aceto
- mollica di pane
- 1 uovo sodo
Procedimento:
Dividere in filetti le acciughe, togliere la lisca, pulirle dal sale e asciugarle bene. Pulire il prezzemolo ed eliminare i gambi, aprire lo spicchio d’aglio e togliere “l’anima”. Fare un trito finissimo con il prezzemolo, aggiungere l’olio d’oliva, la mollica di pane intrisa nell’aceto, l’uvo sodo schiacciato e l’aglio intero che serve per dare sapore, ma che poi verrà tolto.
Disporre le acciughe in un piatto fondo e versarvi il bagnetto verde, facendo attenzione che ne siano interamente ricoperte dalla crema verde.
Vi aspettiamo per una degustazione a base di acciughe al bagnetto verde….!
Una degustazione per salutare l’inverno
La primavera è iniziata, ma il clima del weekend appena trascorso e il tempo di questi giorni danno l’idea di essere in inverno. Gli esperti però questa volta sembrano convinti: presto inizierà ad esserci il sole.
A La Cà Nova per salutare l’inverno abbiamo deciso si preparare un piatto tipicamente stagionale: sua maestà la “Bagna Cauda” in abbinamento con un ottimo GRIGNOLINO DEL MONFERRATO CASALESE 2010.
La bagna cauda è preparata con acciughe, olio, burro e aglio ed utilizzata come intingolo per le verdure fresche della stagione autunnale. Per la sua pesantezza, solitamente, viene considerato un piatto unico ma talvolta può anche essere servito come antipasto durante una cena tra amici. È un piatto tipicamente conviviale in cui i commensali si dividono le verdure che stanno nel centro del tavolo e le intingono nella salsa, riscaldata dagli appositi fornelletti.
La vigna di Rosignano
La vigna in questo periodo è nel momento del riposo, ma con i primi soli primaverili offre suggestivi ed affascinanti panorami. Attualmente i vigneti della famiglia Bellero si estendono sui terreni dell’antico casale Canova in Rosignano, una zona considerata una delle migliori per la coltivazione delle viti. Oggi vi riveliamo alcuni particolari di queste terre attraverso un breve racconto per immagini perchè le parole non riescono a spiegare fino in fondo le bellezze del Monferrato.
Dal passato al presente: La Cà Nova è anche un museo
All’interno de La Cà Nova, precisamente nella parte più antica e caratteristica della cantina, la famiglia Bellero ha realizzato un piccolo museo di primitivi strumenti e di attrezzature volto a preservare la storia e gli originari metodi di produzione del vino, ormai praticamente scomparsi. Se si osservano gli oggetti esposti si ha la chiara percezione dei grandi sacrifici che gli uomini compivano e della fatica che il lavoro nelle vigne richiedeva in passato.
Marco Bellero, attuale proprietario della cantina, è proprio partito da questa antica antichissima tradizione per poi adeguarsi alle moderne tecniche di produzione e di conservazione del vino. Adiacente alla parte più antica ha realizzato infatti un’enorme stanza, situata anch’essa sotto terra, dove sono presenti moderne botti in acciaio che contengono il vino de La Cà Nova.
Sotto vi proponiamo una piccola galleria fotografica della parte più antica della cantina.
copyright fotografie: La Cà Nova
A Pasquetta una scampagnata in Monferrato
Sono moltissimi gli italiani che il giorno di Pasquetta come la tradizione impone vanno a fare un pic nic o una scampaganata con amici e famigliari. Ebbene… perchè non fare un giro in Monferrato?
Il Monferrato è proprio al centro del triangolo industriale ed è pertanto raggiungibile da Torino, Milano e Genova. Tra vini, natura e splendidi castelli, il Monferrato è una delle zone più belle del Piemonte. La cucina del Monferrato affonda le sue radici nella storia di questa regione, con piatti della tradizione popolare, gustosi e genuini, cucinati a partire da pochi ingredienti ”poveri”, ma ricchi di gusto. Tra una passaggiata e l’atra potrete inoltre fare un piccolo pit sop in cantina a La Cà Nova così da assaporare una pregiata degustazione e visitare il nostro piccolo tesoro: l’infernot.
Buona Pasqua a tutti!
Per info:
Tel: +39 333.95.44.699
Email: cano01@dialogicnet.it , cantinalacanova@gmail.com
Per Pasqua… un Ottimo Balestrà Grignolino del Monferrato Casalese d.o.c.!

Pasqua è vicina, così questa mattina abbiamo deciso di consigliarvi un vino che potrà coronare le vostre tavole di festa: il Balestrà Grignolino del Monferrato Casalese DOC .
Il colore di questo vino è un rosso rubino non molto intenso, il suo Bouquet presenta aromi delicati di frutti rossi, erba falciata e geranio a volte accompagnati da vivaci accenti di vinosità. Il sapore è asciutto, leggermente tannico, gradevolmente amarognolo, con caratteristico retrogusto.
Il Balestrà Grignolino del Monferrato Casalese DOC si abbina molto bene con salumi, carni bianche arrostite o alla griglia, coniglio al forno, fritto misto alla piemontese, e formaggi poco stagionati. Questo vino è l’ideale da abbinare anche a un piatto che in molte regioni si usa cucinare a Pasqua: l’agnello, la cui leggera grassezza e succulenza, si sposano meravigliosamente al piacevole tannino del vino che tende a pulire la bocca.
Affrettatevi allora ad ordinarne un po’ di bottiglie, per festeggiare la vostra Pasqua con gli aromi e i profumi di Balestrà Grignolino del Monferrato Casalese.
Il lavoro in vigna….
Produrre il vino è un procedimento lungo e complesso, sul blog de La Cà Nova vogliamo svelarvi tutti i retroscena e le operazioni che vengono fatte per poi arrivare a mettere in bottiglia il Barbera d’Asti, il Grignolino del Monferrato Casalese, il Monferrato Freisa, il Monferrato Casalese Cortese, il Piemonte Bonarda e il Monferrato Rosso, tutti vini che potete trovare in cantina.
Il punto di partenza è naturalemte la vigna… in questa parte dell’anno la vigna di Rosignano è ancora nel periodo di riposo invernale. Ciò che il produttore deve fare sono quindi le operazioni di potatura. Il metodo usato da Marco Bellero è quello a “Guyot semplice” ove viene selezionato un capo a frutto (6-8 gemme) che produrrà l’uva nel corso dell’anno e un piccolo sperone (2-3 gemme) che sarà il futuro capo a frutto per il prossimo anno. Lo scopo di questa tipologia di potatura è quello di far produrre alla vite 2-2.5 kg di uva, atta a dare un vino di qualità!
Per la festa del papà un regalo d’eccellenza: Barbera d’Asti
Avete già pensato cosa regalare al vostro papà? Oggi è la sua festa e cosa c’è di meglio che celebrarlo con un buon vino, magari abbinato a una cenetta preparata da voi?!
Noi de La Cà Nova vi consigliamo un ottimo Barbera d’Asti. E’ un vino ideale in combinazione con i primi, con i secondi, con il “Bollito” piemontese o con il formaggi semi-stagionati. Potete quindi sbizzarrirvi in cucina, senza spendere ingenti cifre per inutili regalini, e non rinunciare alla qualità.
Il Barbera è considerato un vino tipico del Monferrato ed è anche il più coltivato in Piemonte. Si dice che il Barbera abbia le caratteristiche dei piemontesi: forza e discrezione. Il Barbera possiede un livello elevato di acidità naturale e un livello relativamente basso di tannino, anche se l’uva produce vini di un colore rosso rubino. Il suo carattere propende verso tutti i frutti rossi.
Aspettiamo la vostra chiamata!
AUGURI A TUTTI I PAPA’ da Marco Bellero e il suo staff!
L’infernot
La Cà Nova, custodisce un tesoro sotterraneo: l’infernot. Si tratta di piccoli vani ipogei interamente scavati nella pietra da Cantoni, tipica arenaria marnosa-calcarea presente nel territorio intorno a Casale Monferrato (AL).
Lo spazio fù pensato per la conservazione del vino e degli alimenti grazie alla sua capacità di mantenere una temperatura costante nel corso delle stagioni. Come fosse un frigorifero naturale. Il locale, privo di luce dall’esterno e di ventilazione gode di un clima fresco e umidità costante, utile a conservare i vini dell’azienda e dove ancora oggi, avvengono le degustazioni.
Ma laggiù, tra bottiglie e tavoli di pietra Marco, attuale erede dell’azienda di famiglia, ha voluto conservare ancora gli attrezzi che i suoi avi usavano nelle cascine e nei vigneti. Accanto, le targhe con i nomi originali in dialetto piemontese, a testimonianza di un passato che ha ancora molti esempi da offrirci.







